In materia di concorsi indetti dalla Pubblica Amministrazione, finalizzati all’immissione in ruolo, ogni altra interpretazione delle vigenti disposizioni che autorizzi l’amministrazione a procedere alle assegnazioni dei posti disponibili in violazione del criterio del più alto punteggio, richiamato nella disciplina applicabile e da sempre utilizzato nelle graduatorie concorsuali, si porrebbe in palese contrasto con i principi di imparzialità, correttezza e buon andamento della P.A. di cui all’art. 97 Cost., da cui discende il principio in base al quale nei procedimenti concorsuali della P.A. va data preferenza a chi vanta un punteggio maggiore.

… anche il trasferimento è idoneo a determinare il pericolo di un danno grave non risarcibile per equivalente, avuto riguardo alla compromissione dell’interesse del lavoratore allo svolgimento della propria attività lavorativa ad una distanza compatibile con la normale partecipazione alla vita familiare e sociale.

Sulla scorta di tali principi di diritto, il Tribunale di Tivoli – Sezione Lavoro, in persona del Giudice dott.ssa Antonella Casoli – con ordinanza resa a scioglimento della riserva assunta in udienza – ha accolto il ricorso ex art.700 c.p.c. (depositato unitamente al ricorso di merito), ordinando al MIUR di “assegnare la ricorrente presso una delle sedi disponibili nell’ambito territoriale prescelto“.

Nella fattispecie in esame, la ricorrente, premetteva di essere stata assunta in ruolo nell’anno scolastico 2015/2016 nell’ambito della fase C del piano straordinario di assunzioni previsto dalla legge n. 107/2015, e di aver partecipato alla procedura di mobilità indetta per l’anno scolastico 2016/2017 nell’ambito della fase C. Sulla scorta di tali assunti, lamentava – avendo indicato nella domanda di mobilità alcuni ambiti territoriali in Campania – di essere stata illegittimamente assegnata ad un ambito territoriale del Lazio, nonostante fosse in possesso di un punteggio superiore rispetto a quello vantato da altri 70 docenti, privi di requisiti di precedenza, ma assegnati comunque ai predetti ambiti campani.

Sulla scorta di tali rilievi, la ricorrente sosteneva quindi di aver diritto all’assegnazione – richiesta in via cautelare e d’urgenza – ad uno degli ambiti territoriali della provincia di Napoli, deducendo la sussistenza del periculum in mora in considerazione del fatto di essere stata costretta a trasferirsi a centinaia di chilometri di distanza dal proprio nucleo familiare, pur essendo coniugata e madre di due figli di 6 e 3 anni.

Il Tribunale adito, ha preliminarmente ribadito consolidata giurisprudenza di merito, secondo cui “nessuna previsione delle disposizioni applicabili autorizzava l’amministrazione ad attribuire un ambito territoriale indicato dal partecipante alla mobilità, nella propria domanda, a docenti in possesso di un punteggio inferiore“.

Successivamente il Giudicante ha analiticamente richiamato le disposizioni applicabili al caso di specie. Anzitutto l’art. 1 co. 108 L. 107/15, quindi l’art. 6 CCNL 8.4.2016.

Dalla lettura delle disposizioni richiamate – si ricava dalle motivazioni del provvedimento de quo – “emerge l’obbligo per l’Amministrazione di considerare per ciascun docente l’ordine di preferenza indicato nell’istanza e, per stabilire l’ordine di graduatoria, il punteggio assegnato per ciascun docente in relazione alla singola preferenza“, richiamando a tal proposito anche quanto statuito dal Tribunale di Venezia (giudice MENEGAZZO, 24.11.2016), derivando da ciò la “conseguente impossibilità, per l’Amministrazione, di procedere alle operazioni sulla base di un’unica graduatoria di tutti i docenti interessati, occorrendo l’individuazione del loro punteggio in relazione a ciascuna preferenza, da intendersi come ciascun ambito territoriale indicato tra le preferenze”.