La rottamazione produce effetti solo se si pagano puntualmente tutte le rate altrimenti il debito ritorna al suo importo originario.

Solo il pagamento integrale e tempestivo di tutte le rate, fino ad un massimo di cinque, in cui si è scelto di pagare produce quindi effetti estintivi. In caso contrario, la rottamazione decade, le somme già pagate vengono considerate come un acconto e il debito ritorna al suo importo originario. Vediamo nel dettaglio le conseguenze della decadenza dalla rottamazione.

Con la rottamazione delle cartelle, anche conosciuta come definizione agevolata dei ruoli [1], si può cancellare il debito con l’Agente della riscossione, pagando una somma ridotta rispetto a quella effettivamente dovuta.

Con la rottamazione dunque il debito viene ridotto, infatti non sono più dovute:

  • le sanzioni;
  • gli interessi di mora;
  • l’aggio, ovvero il compenso dell’Agente della riscossione, calcolato sulle sanzioni e sugli interessi di mora.

Come già detto le somme dovute in sede di rottamazione possono essere pagate in un’unica soluzione o in cinque rate. Il contribuente deve scegliere, al momento di presentazione della domanda di rottamazione, il numero delle rate, che può variare da due fino ad un massimo di cinque.

Se si sceglie la rateazione più lunga, le scadenze e gli importi delle rate sono:

  • luglio 2017 – pagamento del 24% del debito;
  • settembre 2017 – pagamento del 23% del debito;
  • novembre 2017 – pagamento del 23% del debito;
  • aprile 2018 – pagamento del 15% del debito;
  • settembre 2018 – pagamento del 15% del debito.

Sulle rate sono dovuti, a partire dal 1 agosto 2017, gli interessi al tasso del 4,5% [2].

Quanto alle modalità di pagamento, la rottamazione si può pagare allo sportello dell’Agente della riscossione, con l’addebito sul conto corrente o con i bollettini precompilati (pagabili ad esempio alle Poste, in banca, al tabacchi).

Si decade dalla rottamazione nei seguenti casi:

  • mancato pagamento anche solo di una rata della rottamazione;
  • tardivo pagamento della rata rispetto alle scadenze stabilite dalla legge;
  • insufficiente pagamento della rata, che in questa ipotesi viene effettivamente pagata, ma per un importo più basso rispetto a quello dovuto.

In base a quanto prevede oggi la legge, basta pagare anche con un solo giorno di ritardo per decadere dalla rottamazione. Così come è sufficiente pagare pochi euro in meno rispetto al dovuto per decadere.

Quindi è consigliabile non pagare mai l’ultimo giorno, ma, vista la gravità delle conseguenze, organizzarsi per il pagamento qualche giorno prima della scadenza.

Non corre il rischio di dimenticarsi una rata chi ha scelto, come modalità di pagamento, l’addebito in conto corrente. In questo caso però è bene verificare di avere sul conto il denaro sufficiente a coprire l’addebito della rata della rottamazione. È importante ricordare che la decadenza dalla rottamazione non si può sanare.

Salvo novità legislative dell’ultimo momento, non è prevista la possibilità di rimettersi in regola a seguito di una rottamazione decaduta.

Quindi, ad esempio, non sarà possibile versare delle somme ulteriori a titolo di interesse, se paghiamo in ritardo: il pagamento sarà considerato irregolare.

Dunque, nel caso della rottamazione, non è ammesso il lieve inadempimento, che invece di norma può essere sanato nelle rateazioni con l’Agente di Riscossione.

La conseguenza della decadenza dalla rottamazione è che il debito torna ad essere quello originario. Quindi saranno nuovamente dovuti i compensi di riscossione, le sanzioni e gli interessi. 

Le somme versate con la rottamazione, in caso di decadenza, vengono trattenute a titolo di acconto ed il debito torna all’importo originario.

Non è possibile chiedere il rimborso delle somme versate in occasione della rottamazione.

Se si decade dalla rottamazione:

  • l’Agente della riscossione può pretendere il pagamento dell’intero debito in un’unica soluzione;
  • riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza;
  • possono essere intraprese nuovamente le azioni esecutive, ovvero i pignoramenti;
  • l’Agente della riscossione può notificare le misure cautelari al contribuente, ovvero fermi amministrativi e ipoteche.

In caso di decadenza dalla rottamazione, non si possono chiedere ulteriori rateazioni del debito [3], eccetto che nei seguenti casi:

  • quando il contribuente aveva in corso una rateazione prima della rottamazione, in quanto la vecchia rateazione viene revocata solo al momento del pagamento della prima o dell’unica rata della rottamazione. Quindi, se si intende riprendere il vecchio piano di rateazione, è essenziale farlo a luglio 2017. Se però viene pagata la prima rata della rottamazione, la vecchia rateazione è revocata. In questo caso, una successiva decadenza dalla rottamazione fa venir meno la possibilità di riprendere il vecchio piano o di chiederne di nuovi;
  • quando la domanda di rottamazione è stata presentata entro sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento rottamata.

Avv. Pasquale Zambrano

note

[1] Art. 6 D.L. 22.10.2016 n. 193.

[2] La legge sulla rottamazione rinvia al tasso di interessi previsto dall’art. 21 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.

[3] La rateazione ordinaria si può richiedere all’Agente della riscossione in base all’art. 19 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.