I provvedimenti di revisione della patente di guida non presuppongono l’accertamento di una violazione delle norme sul traffico o di quelle penali o civili, ma sono adottati in dipendenza di qualunque episodio che giustifichi un ragionevole dubbio sulla persistenza dell’idoneità psicofisica o tecnica alla conduzione dei veicoli a motore.
E’ quindi irrilevante la circostanza che i carabinieri, intervenuti sul posto del sinistro, non abbiano elevato alcuna sanzione a carico del ricorrente, mentre l’investimento di un pedone può logicamente fondare tale dubbio.
Questo i principi affermati dal Tar della Toscana, Sezione Seconda, Pres. Romano-Rel.Cacciari, con la sentenza n.681, depositata in data 12 maggio 2017.
Nel caso di specie, il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso con cui un automobilista aveva impugnato il provvedimento di revisione proposto dalla Motorizzazione Civile di Pisa a seguito dell’investimento di un pedone, che in occasione del sinistro non aveva comunque riportato alcuna lesione.
In particolare, il ricorrente sosteneva che non sussistessero i presupposti di cui all’articolo 128 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 – Codice della strada – per disporre la revisione della patente di guida, assumendo che “l’investimento sarebbe avvenuto in un tratto di strada senza attraversamento pedonale e con lievissimi danni al pedone, per giunta sceso improvvisamente dal marciapiede per attraversare la strada; di essersi fermato tempestivamente soccorrendo l’investito; e che i carabinieri, da lui stesso avvertiti, non avevano riscontrato alcuna violazione del Codice della strada”.
Il Tar della Toscana, riportandosi a recenti pronunce (Tar Venezia, Terza Sezione, n.9 del 9 gennaio 2017 e Tar Piemonte, Seconda Sezione, n. 1411 del 15 novembre 2016, ha dunque – sulla scorta degli enunciati principi – rigettato il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese di lite.
Raffaella Ascione