Il 1° luglio 2017, sarà la data che segnerà la scomparsa definitiva di Equitalia, che sarà sostituita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione nell’attività di recupero dei crediti dello Stato. Un nuovo soggetto pubblico che avrà poteri più penetranti nella lotta all’evasione e nella ricerca dei beni da pignorare agli evasori.

Vediamo le differenze tra Equitalia e Agenzia delle Entrate-Riscossione e cosa accadrà  ai contribuenti.

La prima differenza tra Agenzia delle Entrate-Riscossione ed Equitalia  è questa: Equitalia è una società di diritto privato – per la precisione una società per azioni – con capitale posseduto al 51% dall’Agenzia delle Entrate e al 49% dall’Inps. Essendo una Spa, essa non ha i poteri di un ente pubblico, ma esercita funzioni di interesse e rilevanza pubblica. Quindi la legge le riconosce delle attribuzioni che non ha un normale creditore: ad esempio può creare titoli esecutivi, ossia documenti stampati da se stessa che sono attestano il proprio credito e le consentono di agire con il pignoramento nei confronti del contribuente senza dover passare dal giudice e ottenere una sentenza di condanna, questi documenti sono le cartelle di pagamento.

In particolare, dopo l’iscrizione a ruolo dell’importo da riscuotere, iscrizione eseguita dall’amministrazione titolare del credito, Equitalia riceve da quest’ultima l’incarico alla riscossione e crea la cartella esattoriale. Tale documento, come detto è un titolo esecutivo, che viene notificato al contribuente e, dopo 60 giorni, diventa definitivo, consentendo le azioni esecutive e/o cautelari.

Un altro potere concesso a Equitalia è l’avvio del pignoramento presso terzi, del conto corrente o dello stipendio, senza dover passare dal tribunale. Tutto si realizza con un ordine rivolto direttamente al titolare della somma (la banca o il datore di lavoro) di versare la cifra pignorata direttamente all’Agente della riscossione se, entro 60 giorni, il debitore non ha pagato. Questo potere non vale per il pignoramento delle pensioni dove è necessario il giudice.

Altri potere di Equitalia è quello di iscrivere il fermo amministrativo sulle auto, vietando così l’utilizzo del mezzo a chi non ha pagato la cartella esattoriale.

Ma per fortuna l’Equitalia ha anchedei limiti. 

Primo limite, a differenza di un creditore privato, può iscrivere ipoteca solo se il debito è pari almeno a 20mila euro. Secondo limite, può avviare il pignoramento immobiliare solo se ha prima iscritto l’ipoteca. Terzo limite il suddetto pignoramento immobiliare è legittimo solo se il debito è pari almeno a 120mila euro.

Infine Equitalia – a differenza degli altri creditori – non può pignorare la prima casa se il debitore ha un solo immobile, adibito a civile abitazione, non di lusso e in esso vi è residente.

Ma la questione principale è il potere di Equitalia di consultare l’Anagrafe dei rapporti finanziari (i conti correnti) dei contribuenti per sapere dove questi nascondono i propri risparmi e pignorarli, a differenza dell’Agenzia delle Entrate, anche Equitalia può accedere all’Archivio dei rapporti finanziari ma vede solo se il contribuente ha un conto corrente, non  a quanto ammonta il saldo o la sintesi dei movimenti.

Adesso elenchiamo i poteri del nuovo soggetto, Agenzia delle Entrate-Riscossione. Esso sarà un soggetto pubblico, un ente controllato dal Ministero dell’Economia e, pertanto, entrerà in rapporto con i privati con i poteri e le autorità di una pubblica amministrazione. La nuova legge [1], stabilisce che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere sulla base di specifiche disposizioni di legge, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale. Sempre per gli stessi scopi, l’Agenzia delle entrate può acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale».

Insomma, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà più poteri di indagine nello scovare i redditi nascosti dei debitori, poteri consistenti nella possibilità di accedere a tutti gli archivi e banche dati degli enti creditori, come Inps, Comuni, ecc.. Se prima tali poteri erano garantiti solo all’Agenzia delle Entrate, per meglio individuare le evasioni fiscali, ora gli stessi saranno utilizzabili nella fase successiva, quella del pignoramento.

Il nuovo esattore potrà insomma sapere non solo in quale banca i debitori hanno il conto, ma anche quanti soldi ci sono depositati o se il contribuente li ha spostati poco prima di ricevere il pignoramento, in tal caso potendo procedere con eventuali azioni revocatorie o con segnalazioni alla Procura della Repubblica per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Non solo: potrà sapere presso quale azienda lavora il contribuente per procedere al pignoramento dello stipendio o presso quale ente previdenziale riceve la pensione; se è titolare di immobili per eseguire il pignoramento dei canoni di locazione, ecc.

Consideriamo ora che succede a chi, in tutti questi anni, ha ricevuto cartelle di pagamento da Equitalia e ancora non ha pagato. 

I vecchi crediti di Equitalia e le cartelle già notificate in tutti questi anni passeranno in automatico ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, che eredita crediti e debiti di Equitalia, pertanto massima continuità a ciò che era stato sino ad ora fatto e che, pertanto, verrà proseguito, negli stessi termini, dal nuovo ente. Ovvero cambia il nome del creditore ma nessuno sconto verrà fatto a chi ancora non ha versato quanto dovuto, con la sola differenza che Agenzia delle Entrate-Riscossione sarà peggio di Equitalia almeno sotto il versante dei poteri nei confronti del debitore.

Avv. Pasquale Zambrano

Note 

1] Art. 3 DL n. 193/2016.